Provocazioni al Supermercato

Ultimamente ho incontrato un amico e ho scoperto che da un pò di tempo, senza saperlo, abbiamo iniziato entrambi a fare  delle piccole ‘invasioni’ delle casse dei supermercati.

Io ho iniziato per caso. Una confezione di riso mi è caduta oltre il divisore (quello con scritto ‘cliente successivo\ora è il tuo turno’): il panico.

Quel momento in cui cliente davanti a te si aspetta che tu metta il divisore è delicatissimo. Io non l’ho fatto cadere apposta, ma una volta che il riso ha invaso il suo spazio, l’ho lasciato lì, curioso di sapere come sarebbe andata a finire. Oramai il divisore non lo uso più.

Checkout at Waitrose
Mentre tutto scorre

Guardo il soffitto e faccio finta di niente. La persona davanti a me tossisce, sempre più forte. Sono poche le persone che fanno storie. Quasi tutti si sentono ‘indifesi’. Il divisore, in termini psicologici, è il muro di casa loro. Non sanno che li sto provocando, ma lo sospettano. Si arrabbiano, ma non sanno perchè. Credono che la mia sia distrazione, ma gli sbuffi sono tanti. Sono quasi degli applausi.

Una settimana dopo ho messo una bottiglia di vino sul nastro della cassa e l’ho fatta scivolare sulla spesa del cliente davanti a me che l’ha guardata trafitto dal panico, totalmente incapace di toccarla o di parlarmi.

La settimana successiva ho preso volontariamente il divisore della cassa affianco, suscitando l’ansia della cassiera. Anche in questo caso nessuno ha reagito nè ha capito cosa li stesse turbando. Non posso più farne a meno.

Io e il mio amico abbiamo scoperto che stavamo facendo tutto ciò contemporaneamente. Bloccavamo la fila, confondevamo la spesa, tossivamo…negavamo l’accesso al divisore con lo sguardo perso nel vuoto… fino a che potevamo…

Abbiamo iniziato a vederci più regolarmente, per confrontare i nostri ‘incidenti alla cassa’, provocatorie versioni dell’ ‘infra-ordinario’ di Georges Perec , micro-rituali altamente complessi ed azionati semi-consciamente. Entrambi subivamo un forte stress per le nostre azioni, ed entrambi concordavamo che tutto ciò indichi come la funzione sociale dell’atto dell’acquisto sia altamente ‘individualizzante’. Ovviamente questo non vuol dire che la gente pensi che comprare certe cose alla Conad li renda unici. Ma questi processi di ‘individualizzazione’ sono  stati costantemente interrotti dal nostro rifiuto di compiere il convenzionale rito sociale alla cassa. Forse stavamo solo irritando delle persone, ma credevamo davvero nelle nostre teorie e nelle nostre azioni.

tumblr_inline_nz4a7gjes01rbe7dr_500
Non è ancora roba tua!

Il mio amico non ne esce più. E’ impazzito. Muove le cose da una parte all’altra nel supermercato. E’ arrivato al punto che compra qualcosa in un negozio e la lascia sullo scaffale di un altro. Sta pensando di fare la spesa da Lidl e poi pagarla all’Eurospin.

Io invece sono andato in un supermercato in cui vendono dei gettoni verdi per fare beneficenza e li ho buttati nel cestino all’uscita davanti alla folla. Chi mi ha visto era sconvolto. Perchè ho trattato il loro rimedio al senso di colpa – il loro perverso rituale antropologico auto-assolutorio – come l’immondizia che è in realtà, proprio davanti ai loro occhi. La speranza del cambiamento sta proprio nell’occhio morto e annoiato dell’ineluttabile consumatore.

Ora stiamo prendendo in considerazione l’idea di fare dei divisori con scritto ‘non è ancora roba tua’ e stiamo pensando al potenziale rivoluzionario di quel momento in cui ti giri e dici ‘ehm, scusi, devo tornare indietro solo un momento per prendere una cosa’. Cose del genere interrompono un processo di auto-fordismo, e potrebbero essere devastanti se trasformassero l’intera coda di clienti in provocatori.

Sono contento di vedere che c’è della comicità in tutto ciò. I nostri vagabondaggi nei Carrefour aperti h24 ci hanno mostrato l’ossessione del capitale per sradicare quanto più lavoro è possibile e di spremerlo fino alla fine. Questi luoghi, disinfestati da qualunque personale tranne che dai mercenari della sicurezza, dipendenti da un povero ma obbediente gruppo di clienti che compra roba esotica in sacchetti sigillati, sono il palcoscenico perfetto per commedie aliene da trasmettere su altri, e forse più avanzati, pianeti.

Annunci

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...