Via della Città Spettacolo

Il QuotiDiario ha eletto Benevento come città da monitorare per i suoi resoconti di vita quotidiana. Potreste rintracciarne le motivazioni in un dato meramente biografico. Eppure, c’è dell’altro. Benevento è una città che ha bisogno delle sue contraddizioni per andare avanti. Soprattutto, quando in azione rintracciamo il germe di un popolo che fa dello spettacolo la sua ragione di vita politica, della mostra di sè il proprio motivo di essere. Non ha perso mai quel carattere di città tanto borghese quanto papalina che si lega indissolubilmente ad una storia così lontana da attualizzarsi ogni volta che in questione è la propria identità. Sunnita. La consuetudine.

LA RIQUALIFICAZIONE DELLO SPETTACOLO

Che la toponomastica abbia un valore prettamente politico non è cosa che scopriamo oggi; che poi la si percorra distrattamente, altro discorso. Ci tocca semplicemente ricordare che nella toponomastica ci sono delle tracce di storia della cultura da non sottovalutare.

Via della Città Spettacolo. Il nostro percorso di psicogeografia parte proprio da lì, nei pressi del rosa palazzo Ifinvest (ahahahahaha),per snodarsi in una ragnatela di flussi che vengono ad ogni modo canalizzati nel non più ciclabile corso Garibaldi, da vero salotto buono della società civile che ama passeggiare al fine di incontrarsi a nuova sala da pranzo della gente comune nelle occasioni che contano e incantano.

C’è stato nei giorni scorsi – e qualche rimasuglio ancora c’è, presso i più polemici del web – un grosso dibattito circa la presunta od autentica artisticità degli eventi organizzati per la XXXVII edizione della rassegna Città Spettacolo (28 Agosto – 9 Settembre 2016). Il festival ha conosciuto un periodo di grande successo (sia di critica che di seguito) alle sue prime edizioni, per poi perdere lentamente quelle tracce di visibilità (per lo più nazionale) e cadere quasi nel dimenticatoio. A questa Città Spettacolo è stata accorpata poi una seconda rassegna, di taglio eno-gastronomico, il Crudo e il Cotto. Trailer.

Se è necessario riqualificare gli spazi dell’urbanistica al fine di rifunzionalizzarli in base ai nuovi traffici – economici ed informazionali – per cui sono agiti, allora anche le iniziative culturali sperimentano in questa lunga fase di transizione che stiamo vivendo una ridefinizione. In entrambi i casi assistiamo alla forza travolgente del numero che fatalmente recita la parte di protagonista a dispetto di un passato che nella supposta qualità aveva riposto il suo attore.
Dall’autoscatto al selfie, il travolgente adeguamento lessicale – formulabile nei termini di una adaequatio rei et intellectus – coinvolge singoli individui fortemente isolati che si integrano nell’autodisciplina di massa. Principio della democrazia. Anche nell’arte.

Nel tempo la questione del pubblico ha sancito la propria precedenza rispetto ad altri valori. L’educazione a mezzi di comunicazione sempre più disponibili ha permesso una redifinizione dei ruoli quasi dialettica: ciò che è stato scelto per il pubblico, è stato già scelto dal pubblico. Cultura e politica definiscono un comune orizzonte di politica culturale. Un indirizzo decisivo cui è si è dato ascolto non solo da quando il colore si è impossessato dei nostri teleschermi prima, dei nostri dispositivi mobili poi. In principio, era la carta stampata. Il bianco e nero.

Perché non cogliere finalmente l’attualità di Benevento? – non solo per la Benvenuta serie B. Le scorse elezioni amministrative hanno sancito una rivoluzione, ossia quel movimento puntuale di ritorno, tanto ghiotta in termini geoculturali. Vi ricordate che spettacolo?

La parte offesa della vicenda è rappresentata da chi, rifugiatosi orgogliosamente nel proprio stato di minorità, definisce la civiltà barbarie. In grado di non aprirsi ad una nuova stagione che con il, per il e in+il pubblico si riconcilia.

La vita va avanti. L’arte pure.
Al netto della separazione.

#TuttoSiMastella – Legge di conservazione della massa

Chissà che un giorno non ci tocchi vagare per via Clemente Mastella – politico beneventano del XXI secolo.
Alla figura di quest’ultimo, che va sempre più affermandosi come vera icona pop della politica non solo locale, abbiamo dedicato “#TuttoSiMastella”, il trailer di “Benevento SoCittà dello Spettacolo – Capitale della Geocultura 2016”, lavoro di pubblicazione prossima o remota.

Per la realizzazione del video si ringrazia la chat automatica di MurphyBot, misteriosamente scomparsa dal mondo digitale dopo l’abuso perpetrato su di essa per la realizzazione del trailer. E allora, dopo questa edizione massiccia di Città Spettacolo che ha così entusiasmato la maggioranza dei beneventani, ripercorriamo insieme le principali tappe della civiltà umana, dall’Impero di Tutankhamon al Mac di #matteorisponde.
Buona visione.

Annunci

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...