Altolà al silenzio!

“I cavi sono sorpassati” (Cables are past) è il principale slogan pubblicitario dei nuovissimi auricolari firmati Apple. Grazie alla celeberrima azienda americana, anche gli auricolari entrano a far parte della tecnologia wireless.

Qualcuno potrebbe obiettare che gli auricolari senza fili esistono già – una prova, in tal senso, sono quelli che funzionano grazie al bluetooth. Fortunatamente, la Apple viene incontro anche stavolta ai consumatori più pigri, levando dalle loro teste il pensiero di dover attivare le impostazioni necessarie a poter parlare o ascoltare musica libero da fili. O meglio. L’impegno richiesto è solo in fase iniziale: “per la prima impostazione basta un tap”. Successivamente, gli AirPods restano sempre connessi al dispositivo cui sono collegati e si accendono e si spengono da soli, in quanto “capiscono da soli” quando vengono indossati e quando no.

Oltre a puntare su una eccezionale qualità audio, la campagna dedicata agli AirPod sottolinea più volte quanto possa essere bello parlare agli auricolari – o al telefono, o a Siri, l’assistente personale… comunque a un oggetto o a qualcosa di virtuale senza incappare nel terribile mondo delle relazioni interpersonali. Facendo “tap tap” sugli auricolari, Siri “si volta” ed è pronta a rispondere a qualsiasi esigenza possa essere soddisfatta con una connessione a internet.

Se all’inizio dell’epoca del wireless era molto in voga parlare dei pericoli delle radiazioni, adesso più e meno scettici possono smettere di preoccuparsi: basta infilarsi il supertecnologico chip nel proprio orecchio per assicurarsi 5 ore di musica o 24 ore di telefonate. Essere connessi è la risposta adatta a fugare i dubbi.

Certo, non tutti hanno risposto con convinzione all’introduzione dei magici auricolari. Sui social, ad esempio, è girata una gif in cui si ironizzava sulla facilità di perdere aggeggi così costosi (il prezzo, in Italia, si aggirerà intorno ai 170 €).

giphy
Tipo così

Alcuni articoli hanno approfondito la questione fornendo un’interessante risposta a questa eventualità: perdere gli auricolari? Ma perché levarseli! Gli Airpods non sono semplici strumenti per telefonare o ascoltare la musica. Sono il primo impianto firmato Apple.

Oltre alle funzionalità già menzionate, infatti, grazie agli AirPods i proprietari dei dispositivi Apple non dovranno più piegarsi alla schiavitù della lettura. Una voce bisbiglierà il contenuto del messaggio nel proprio orecchio, così quando si sta parlando con un’altra persona non si dovrà più vivere la conversazione nel disagio di dover guardare il telefono.

Giustamente, tutto ciò porta acqua al mulino Apple. Perché qualcuno dovrebbe sognarsi di levarsi gli AirPods? Le persone affette da disabilità uditive usano speciali impianti per sentire meglio, quindi perché altre persone dovrebbero rifiutarsi di portare un apparecchio del genere tutto il tempo? (si, tutto ciò è stato sostenuto esattamente qui). Poi i cartelli pubblicitari rassicurano. C’è pur sempre scritto “24 ore di libertà”. Dopo la ricarica.

Tutta questa faccenda potrebbe suonare familiare. Qualcuno, qualche anno fa, aveva previsto un processo del genere. Si tratta di Ray Bradbury, autore di “Fahrenheit 451”: un romanzo in cui la moglie del protagonista indossa costantemente delle “conchiglie” grazie alle quali può ascoltare continuamente la radio, così da poter godere anche lei di quel tipo di libertà che da metà ottobre potremo comprare. Quella di alienarsi.

[Ambra Benvenuto]

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