Pontificare

Mentre le cose lasciate incompiute hanno acquisito nell’arte un certo valore, le cose lasciate incompiute nell’edilizia ci fanno un pochino arrabbiare. Con buona pace del buon Fabio che, in silenzio, compariva nei casi montati ad arte dal cattivo Mingo. Forse ci arrabbiamo perché l’edilizia si offre di risolvere questioni urbanistico-architettoniche che incontriamo sul nostro cammino.

Misuriamoci col problema.

Due sono le soluzioni per rimediare alla costruzione in verticale: le scale, l’ascensore. Senza dimenticare il montacarichi. E come ben sappiamo, si può andare sia sopra che sotto, a seconda del posto da raggiungere. Strade e ponti servono invece per mettere in comunicazione due punti su una ipotetica asse orizzontale.

La politica confusa con la propaganda ha spesso stretto un rapporto di mutua assistenza con le grandi opere. Non scopriamo adesso il valore dell’architettura come instrumentuum regni. Spesso è stato messo l’accento sulla necessità di fare Grande la nazione attraverso le Grandi opere: dall’incubo della Salerno _ Reggio Calabria ad un sogno chiamato ponte sullo stretto. Whose is the dream?

L’inaugurazione della prima è prevista entro il 22 dicembre, con la candelina da spegnere sul viadotto Italia. Della seconda, lo shock dell’annuncio il 27 settembre scorso, in occasione della cerimonia per i 110 anni dell’impresa di costruzioni Salini-Impregilo. Quanto è bello annunciare 100 mila posti di lavoro senza dichiararne la data di scadenza. Teniamoci pronti.

Matteo è fortissimo negli annunci: nessuno può dargli lezioni di retorica quando si tratta di pubblicizzare senza argomentare.

…quattro: concludiamo la grande infrastrutturazione di grandi opere. Oggi tu sei a Milano, da Milano arrivi tranquillamente a Napoli in treno. Abbiamo sbloccato la Napoli-Bari ed è un fatto importante. Non basterà, perché da Bari dobbiamo andare a Lecce; quindi una filiera è la Napoli-Bari-Lecce. L’altra, CARO PIETRO (come l’apostolo), è una sfida a voi che è quella di completare il grande progetto di quella che Delrio chiama la Napoli-Palermo, per non chiamare ponte sullo stretto, ma che è di fatto il collegamento tra Napoli e Palermo in un’operazione che porti non soltanto posti di lavoro come è sacrosanto 100mila posti di lavoro ma che sia utile. Perché tu devi fare una struttura che sia in condizioni di togliere la Calabria innanzitutto dall’isolamento nella quale è e poi che consenta anche di avere una Sicilia più vicina e raggiungibile. Io su questo vi sfido perché noi siamo pronti. Abbiamo dimostrato che a noi poche cose fanno paura. Per cui se voi siete nella condizioni di portare le carte e di sistemare ciò che è fermo da 10 anni noi lo sblocchiamo, ma questa sfida in positivo che voglio lanciare in modo provocatorio non è una cosa slegata dal resto ma si collega a tutto quello che in questi anni abbiamo cercato di terminare: le opere degli altri.

Il video che segue è un lavoro di montaggio nel reimpiego di video altri, teso a mostrare lo stato di un’edilizia dalla funzione spicciola sebbene i grandi costi. Lascendiamo?

 

 

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