Transport

Il processo di velocizzazione dei trasporti corre parallelo alla continua vicinizzazione nelle comunicazioni. Una necessità imposta dalle circostanze, diventata irrinunciabile proprio quando il mercato del lavoro sembra essersi impossessato di questa contingenza così come le masse, distratte, nell’impiego del proprio tempo libero.

Il passaggio da Ferrovie dello stato a Trenitalia è significato qualcosa nei termini di una commercializzazione del prodotto statale: chi l’avrebbe mai detto che quell’inciso dello spot in cui dei viaggiatori cantavano http://www.trenitalia.com sarebbe diventato uno di quei siti inserito tra i preferiti da utenti che nel trasporto pubblico trovano la loro oasi di mobilità.

Stabbene.

Da quel momento la privatizzazione delle ferrovie dello stato è coincisa con l’apertura dei cantieri dell’alta velocità: proprio loro  ci hanno portato ad una nuova media età, ripronendo il modello del vassallaggio nei trasporti. La gerarchia diventa sempre più pungente. Dunque, ci metti meno tempo da Napoli Centrale a Roma Termini che da Napoli Garibaldi a Giugliano. Senza proprio considerare la strada della frequenza. Ci pensa l’ente autonomo volturno a ricordare quanto poco venga battuta, recentemente.

Il tempo di adeguarsi alle nuove condizioni e il trasporto pubblico su gomma scala le marce e diventa internazionale, con una ricaduta decisiva sul piano dei trasporti nazionali. Contrappunto dialettico dell’alta velocità, ecco l’ampio raggio della transportabilità. Prima Megabus, poi Flixbus, che poi ha acquisito Megabus, che si mangiò il topo, et voilà: i coniugi De Cristofaro raggiungono Bergamo passando per Napoli partendo da Pratola Serra: di notte. Ammortizzare costi e tempi, pur di rivedere la propria parentela sparsa per lo stivale. Il tariffario fa l’utenza, spesso. Sempre che non ci siano le tanto attese offerte, foriere di un discreto fascino dettato dalla frenesia compulsiva dell’acquisto.

Il chi siamo del sito dà tutte le risposte del caso: decisiva l’applicazione delle nuove tecnologie al nuovo paradigma socio-culturale venuto fuori col nuovo millennio, caldamente covato per tutto il secolo breve. La cosa figa, come al solito, sono i numeri. 50 milioni i passeggeri, di cui 20 milioni solo nel 2015 (aspettiamo le cifre per il 2016); 900  le destinazioni per i 20 paesi collegati e soprattutto 100 000 collegamenti al giorno, con frequenze da cardiopalma. Tutto questo circoscrive il paradigma dei tanti futuri possibili che si legano a queste piattaforme in movimento.

Una modificazione del genere non si è inserita neutralmente nel mercato dei trasporti, che, ricordiamo, sono intimamenti connessi ai piani economici delle regioni: a) ogni compagnia prende dei fondi b) le tratte vengono assegnate in base a criteri di mobilità chiaramente storici c) sebbene costosi, i nostri titoli di viaggio non bastano a coprire le spese. Il fatto che la domenica non vengano assicurati i trasporti è da rileggere in questa connessione. Tutte le compagnie di trasporto su gomma italiane hannno dovuto rivedere le proprie politiche, facendo proprie le iniziative che contraddistinguono le compagini internazionali. Significa che sono aumentate le offerte con un prezzo forfettario, si è imposta la logica della fidelizzazione, il cliente ha sempre ragione nel momento in cui può decretare la fortuna del servizio. Dunque, che andare a Milano possa costare meno che muoversi nella stessa regione non deve apparire una contraddizione. Anzi. Questo è bello!!!!!

Questa modificazione è da inserire in una costellazione di quelle non solo sotto gli occhi, ma tra le mani potenzialmente di tutti: la tessera associativa è la carta di credito, simbolo di transazioni economiche che lasciano le mani tendenzialmente pulite nonostante quel po’ di un tutto tracciabile che è la gioia della guardia di finanza. Privilegi dell’esser cittadini del globo con in tasca un codicepasspartoutabarre.

L’omino Michelin ha allargato la sua parentela con l’operatore di trasporti Megabus.com; sì, le masse occidentali hanno trovato il loro autista di fiducia.

[Antonio Mastrogiacomo]

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