La possibilità di guardare “Con gli occhi dei bambini”

Passeggiando nei dintorni della celeberrima pizzeria partenopea “Da Michele”, può capitare di avere la fortuna di incappare in un ragazzino dagli occhi vispi che senza lasciarti neanche il tempo di capire cosa stia succedendo fa sì che tu lo segua per una visita guidata alla Basilica dell’Annunziata Maggiore.

La chiesa è conosciuta per essere la sede in cui è nata il cognome Esposito, dato ai bambini abbandonati nella ruota degli esposti e di cui ci si prendeva cura proprio in quella sede.

Il giovane studente dell’I.C. Bovio-Colletta ci conduce entusiasta nell’atrio del monumento, felice di aver trovato dei turisti – definizione corretta, dal momento che la parola deriva proprio da “fare un giro”, un tour.

In occasione del “Maggio dei monumenti”, sotto la guida della prof.ssa di arte Maria D’Aniello, sono tutti i componenti della classe I B a condurre una dettagliata visita guidata del complesso ristrutturato da Vanvitelli nel ‘700.  Partecipando al progetto “Con gli occhi dei bambini: uno sguardo al passato, con l’obiettivo rivolto al futuro”, ognuno di loro dà un proprio contributo con una frase o un piccolo discorso, conducendo i turisti dalla cappella circolare sotterranea alla chiesa a croce latina fino a giungere nella sezione della ruota.

La casualità di un incontro del genere pone diverse questioni. In primis, l’ammissione che il discorso sull’ignoranza di ricchezze monumentali nelle proprie vicinanze potrà suonare retorico quanto vero.

In secondo luogo, una visita guidata portata avanti da una classe ha fatto sì che si riuscisse davvero a capire e a ricordare qualcosa, grazie alla calma e all’entusiasmo che con apprendimento e ripetizione mnemonici non hanno nulla a che vedere. Solitamente, in casi analoghi si ascoltano discorsi elaborati da professionisti competenti su una miriade di dettagli momentaneamente sorprendenti e facilmente dimenticabili. Nell’esperienza in questione, che avrà luogo anche nel corso delle prossime domeniche di maggio, invece, ciò che accade è la possibilità di entrare in contatto con lo stupore sincero che contraddistingue la selezione di informazioni che i giovani studenti riportano con un entusiasmo difficile da riconoscere in coloro che di questi studi fanno da un lato la propria professione e dall’altro materia slegata da tutto il resto. Non a caso, punto di forza della didattica fondante questa iniziativa è stato un tipo di studio poco libresco e molto laboratoriale.

La visita guidata è arricchita dalla possibilità di osservare gli scatti di Carlotta Varrella, giovane fotografa alla quale è stato affidato il compito di scattare fotografie che dessero immagine ai pensieri dei componenti della classe sul tema dei diritti dei bambini. Il risultato non è per nulla scontato: solitudine, malinconia e spensieratezza hanno trovato posto negli spazi in cui sono stati posti gli scatti. Nello stesso luogo è possibile leggere le frasi cui gli stessi ideatori danno voce poco dopo, sottolineando l’importanza di una convivenza pacifica, che bandisca tutte quelle guerre grandi e piccole che allontanano dalla possibilità di vivere serenamente e di non avere una vita segnata. Riflessioni riportate con candore ma non per questo con poca consapevolezza, pensieri su come eventi che ci raccontiamo perennemente come lontani dalla nostra realtà possano avere a che fare con la quotidianità di chi possiamo incontrare.

[Ambra Benvenuto]

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