Arrivano i buoni

Il 31 Maggio 2017 si è svolto in centro occupato di Napoli un incontro per celebrare la carriera di Gianni Minà, storico giornalista della Rai, molto apprezzato nell’ambiente dei collettivi per la sua vicinanza a Fidel Castro e non solo.

Nell’incontro che si è tenuto è stato invitato dallo stesso giornalista anche Edoardo Bennato, famoso cantante, nato a Bagnoli e autore di canzoni provocatorie che hanno fatto la storia della musica italiana. Durante l’incontro che avrebbe dovuto celebrare la carriera del giornalista, è stata posta una domanda al cantante sulla questione Bagnoli.
Dopo un breve esordio fatto di complimenti a Minà e “all’istintività animale” di Maradona e Fidel Castro, Bennato inizia a criticare Maduro, presidente del Venezuela ed erede di Chavez, figura mitizzata in certi ambienti. Solo uno stralunato come Bennato poteva pensare di andare a parlare impunemente e liberamente di quello che
voleva, ma questo era solo l’inizio. Mentre parlava, convinto di essere in un luogo dove ognuno può dire quello che gli va, qualcuno l’ha interrotto per fargli una domanda su Bagnoli. Apriti cielo: Bennato ha cominciato a snocciolare le suo opinioni, ovviamente discutibili, sul carattere tipico del sud “fatalista, assistenzialista e vittimista” di fronte ad un pubblico che si fa vanto di un’ identità territoriale insorgente e che è nato per sfatare
queste accuse. Come fare un elogio del barolo ad un raduno di alcolisti anonimi. Parlare di assistenzialismo ai pochi che stanno cercando di fare qualcosa senza mezzi economici e che invece di lamentarsi stanno agendo sembra proprio una provocazione sterile e anche un po’ scema. Tuttavia, se un luogo si presenta come spazio di libertà, dialogo e apertura non si mette a fischiare, a urlare, a staccare i microfoni per non far parlare e a non concedere diritto di replica. Se l’alternativa ai pochi che decidono dall’alto sono i popoli linciatori, intolleranti e settari, dove sta la differenza? Un ambiente che ascolta solo ciò che vuole sentirsi dire non è libero né è può dirsi laboratorio di una nuova società.

http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bennato-contestato-dibattito-bagnoli/03ddad74-462d-11e7-8c71-0afa9e50ee9b

Forse, Bennato ha torto nel contenuto ma ha ragione nel metodo. Quando ha urlato ad un ragazzo “Se conosci chi è davvero il cattivo vallo a prendere” stava cercando di spiegare che secondo lui il mondo non è così semplice, non è bianco o nero. Dopo decenni che vive a Bagnoli lui non saprebbe indicare chi è il cattivo e non ha neanche
una soluzione finale ai problemi. La soluzione finale alle cose ce l’aveva solo Hitler.

Chi pensava di poter invitare Bennato per farsi lisciare il pelo dal verso giusto non conosce forse la sua musica:
1974, Arrivano i buoni, dall’album “Buoni e cattivi”:

 

[M. Vitale]

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