Sorr(y)ento

La trasferta a Sorrento compiuta di recente mi ha dato modo di conoscere una pratica che infittisce la ragnatela delle offerte in cui il turista può rimanere imbrigliato qualora la sua idea di vacanza risulti congruente ad una sorta di esperienza esotica: vado a casa di persone non solo a pernottare, ma a mangiare come se fossi al ristorante.

Nicola lavora nel settore dei trasporti privati da più di 20 anni – l’abitante di Sorrento è da tempo sceso a patti con la vocazione turistica del luogo e molti degli occupati hanno trovato impiego nel settore dei servizi al non residente. Lamenta delle nuove condizioni di lavoro che, sebbene in aumento, rischiano di diventare un boomerang qualora non vengano normate. Non basta aver liberato la domenica dalla presenza dei Gran Turismo: è opportuno riscrivere le condizioni che permettano a tutti di giungere a Sorrento senza dover perdere la testa a causa del traffico o dell’assenza di parcheggio.

Provo con le mie domande a ricostruire cosa sia cambiato da quando ogni fase della residenza temporanea viene decisa a monte attraverso una prenotazione a mezzo carta di credito. Mi risponde che le cose funzionano meglio che in passato: i ritmi meglio scanditi permettono di non perdere tempo e di offrire anche un servizio migliore. Aggiunge, purtroppo, che la maglia nera dei servizi però spetta al trasporto pubblico, la cui inefficienza rischia di mandare tutto all’aria. Il problema – dice – è che i turisti vengono in Italia quasi di ripiego, dal momento che il mediterraneo non è più quel posto sicuro di un tempo; ma non sono molto felici di pagare così lautamente per dei servizi che al contempo presentano anche disagi. Ad ogni  modo, mi informa che al momento le prenotazioni per il 2018 vanno a gonfie vele, che la stagione 2017 non ha ancora chiuso i battenti e che anzi si prevede una opaca continuità tra le due, figlia di un clima mai così mite nel fare da cerniera.

Gli chiedo dunque se anche le strutture domestiche abbiano nel tempo aderito a quella logica che le vuole casa-vacanze per stranieri: in altre parole, come vanno le cose con airb&b. Molti sorrentini hanno deciso di guadagnare da questa situazione destinando alcune stanze dei propri appartamenti. In effetti, diventa quasi necessario nel momento in cui le strutture alberghiere sono tutte occupate. Questo ha permesso il diffondersi di agenzie specializzate nella gestione delle tante e diverse stanze, soprattutto perché non tutti i residenti sanno relazionarsi linguisticamente con il turista straniero e preferiscono affidare la gestione ad organizzazioni specializzate.

Ma le contromisure domestiche di questa rinnovata stagione turistica non si fermano qui: “addirittura, mi capita di accompagnare gruppi nutriti di persone a casa di perfetti sconosciuti che offrono loro un servizio di ristorazione. Li accompagno dove mi chiedono. Una volta sono arrivato fino a Portici e ho dovuto aspettare le tre di notte, nel pulmino, che tornassero tutti abbastanza alticci. Sta prendendo piede questa pratica che gli stessi turisti accompagnati mi hanno rivelato sia pienamente americana.” Chiaramente, stavolta la transazione non passa attraverso i codici della carta di credito, ma viene pagato tutto al momento, in contanti.

Questo tipo di esperienza riguarda una fetta di mercato considerevole e il sapore di novità sembra incontrare il beneplacito dei residenti: molti di loro considerano questa possibilità di guadagno estremamente efficace. I turisti al contempo inoltre gioiscono nell’entrare in contatto con la quotidianità della popolazione; alcuni vogliono essere presenti proprio in fase di elaborazione dei pasti, per vedere come cuciniamo e quanta attenzione mettiamo alla tavola.

Insomma, il turismo sta riscrivendo lentamente il grado di adesione dei cittadini alle sue pratiche e gli spazi dell’intimità domestica, in modo abbastanza subdolo, diventano spazi aperti all’azione dell’esterno, in un reciproco abbattimento delle distanze.

[Antonio Mastrogiacomo]

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