I comuni erranti di UnicoCampania

Dall’anno 2016, la regione Campania in collaborazione con il consorzio UnicoCampania ha inaugurato una vantaggiosa campagna diretta agli studenti di tutta la Campania: l’abbonamento gratuito per studenti. Come recita il bando, sono beneficiari dell’agevolazione i cittadini in possesso dei seguenti requisiti:

  • residenti in Campania di età compresa tra 11 e 26 anni compiuti;
  • iscritti per l’anno accademico corrente a: scuole, pubbliche o parificate, secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori); università; master universitari o corsi di specializzazione universitaria post laurea.
  • con distanza casa-scuola superiore a 1,0 km;
  • in possesso dell’attestato ISEE Ordinario non superiore a € 35.000;

Il vantaggio economico è innegabile: pagando solo 50€ (10 di contributo annuale per ogni rinnovo e 40 a titolo di cauzione e dunque restituiti al termine dell’iniziativa) si ha diritto a un abbonamento:

  • valido sui servizi minimi di TPL di competenza della Regione Campania su cui vige il sistema tariffario regionale definito con D.G.R. 128/14 e s.m.i.;
  • esclusivamente con origine/destinazione dal Comune di residenza al Comune in cui ha sede l’Istituto/Università e non valido la domenica e nelle festività nazionali;
  • aziendale o integrato, secondo l’indicazione dell’utente dell’azienda o delle aziende utilizzate per lo spostamento casa-studio.

Tutto molto bello, eppure di recente due persone che conosco hanno avuto problemi: una ha preso una multa, l’altra ha solo rischiato. Perché?

Su ogni tessera che viene rilasciata, oltre ai propri dati anagrafici e alla propria fotografia vi è un’indicazione: si tratta della fascia chilometrica assegnata in base al tipo di spostamento. Questa fascia chilometrica è la stessa di cui si deve tener conto quando si acquista un semplice biglietto integrato (cioè utilizzabile su più mezzi trasporto): il consorzio ha infatti stabilito, nel suo disciplinare tariffario, ogni tipologia possibile di spostamento all’interno della regione Campania. Ci sono biglietti per spostarsi nelle aree urbane e suburbane dei cinque capoluoghi, biglietti per spostarsi da/per Napoli da tutti i comuni della Campania e anche biglietti per spostarsi tra due comuni diversi da Napoli con o senza passaggio su Napoli. Prendiamo come esempio il secondo caso: lo spostamento da/per Napoli da tutti i comuni della Campania. Per questa casistica, il consorzio ha stabilisce che «tutte le possibili relazioni O/D (Comune di Origine/Comune di Destinazione) sono state discretizzate in 16 fasce chilometriche». Dunque si avrà:

Fascia 1 – distanza inferiore ad 11 km

Fascia 2 – distanza compresa fra 11 e 21 km

Fascia 3 – distanza compresa fra 21 e 31 km

e così via.

Quando si vuole acquistare un biglietto semplice, è cura del viaggiatore informarsi sulla tariffa da pagare (e dunque sul biglietto da acquistare): può farlo attraverso lo stesso sito dell’UnicoCampania inserendo nella casella di ricerca il comune di partenza o di arrivo. Quando si richiede questo abbonamento studenti gratuito, avviene qualcos’altro: il sistema assegna automaticamente la fascia chilometrica in base al comune di residenza. La cosa può anche sembrare giusta, eppure per tutti gli altri tipi di abbonamento offerti dal consorzio (quelli di cui possono usufruirne adulti e lavoratori) ognuno ha la facoltà di richiedere (e di pagare per) un abbonamento con una specifica fascia chilometrica. E il motivo è più semplice di quel che si può pensare: non tutti i comuni della Campania sono dotati di una stazione ferroviaria e non tutti i comuni sono interessati dal passaggio di autobus o altri mezzi di trasporto.

Il comune di San Tammaro è un esempio: non ha stazioni ferroviarie e non circolano autobus diretti a Napoli. Non è un gran problema, perché praticamente confina con due comuni più grandi dotati di una stazione ferroviaria: Capua e Santa Maria Capua Vetere. Questo passaggio è importante: un residente a San Tammaro che vuole raggiungere Napoli con i mezzi pubblici è in ogni modo obbligato a raggiungere autonomamente uno di questi due comuni e lì decidere se servirsi delle ferrovie oppure del trasporto su gomma. Vi starete chiedendo “qual è il problema?”. Ebbene, San Tammaro non rientra nella stessa fascia chilometrica di Capua o Santa Maria Capua Vetere. Se non ci credete, potete provare voi stessi sul sito: inserendo i nomi dei due comuni, il sistema vi dirà che la tariffa di riferimento è “NA 4”; inserendo San Tammaro, la tariffa indicata è “NA 3”. Prima di entrare nel vivo della questione, vi ricordo nuovamente il punto cruciale: un viaggiatore occasionale può decidere liberamente che titolo di viaggio acquistare. Vuoi andare a Napoli, risiedi a San Tammaro ma sai di dover partire da (o tornare a) Santa Maria Capua Vetere o Capua? Allora dovrai acquistare un biglietto integrato (il cui nome attuale è T.I.C.) di fascia NA 4. Per uno studente intenzionato a fare l’abbonamento gratuito, questo non è possibile: è il tuo comune di residenza che conta per il sistema.

Torniamo un attimo sulla questione delle fasce chilometriche: sul disciplinare tariffario, si è detto che ad ogni fascia corrisponde un certo intervallo di chilometraggio. In fascia 3 rientrano le relazioni O/D con distanza tra i 21 e i 31 km; in fascia 4 la relazione O/D (origine/destinazione) deve essere compresa tra i 31 e i 41 km. E qui viene il bello: chiaramente, la distanza chilometrica non può essere un valore astratto. Ogni comune può rilasciare un documento che attesti la distanza da una certa città; ancor più banalmente, questo documento può essere prodotto attraverso il sito dell’ACI. Come era facile immaginare, la distanza tra il comune di San Tammaro e il comune di Napoli è di 38 km e dovrebbe dunque rientrare nella fascia 4. C’è un motivo per cui ho detto “come era facile immaginare”: fino all’anno 2015 – quando ancora era in vigore un altro biglietto integrato, allora chiamato semplicemente “Unico” – sul sito del consorzio era disponibile il vecchio disciplinare tariffario che aveva il pregio di essere anche più trasparente: invece di indicare soltanto le fasce chilometriche, era presente una tabella che indicava tutti i comuni per ogni fascia. Ebbene, prima del 2015 il comune di San Tammaro rientrava nella fascia 4, la stessa fascia di Santa Maria Capua Vetere, di Capua e di tanti altri comuni di fatto vicini tra loro.

La stessa cosa si è verificata con il comune di Macerata Campania: da fascia 4, “decaduto” a fascia 3, incuranti del fatto che:

  • dista 32 km da Napoli
  • confina anch’esso con Santa Maria Capua Vetere o Recale (fascia 4)
  • prima del 2015 rientrasse in quella fascia.

Per curiosità, ho controllato manualmente tutti i comuni che prima del 2015 rientravano nella fascia 4: sono in totale cinque quelli che adesso si trovano in una fascia chilometrica più bassa, e sono Curti, Macerata Campania, Portico di Caserta, S. Nicola La Strada e San Tammaro.

Non è chiaro come si avvenuto questo ricalcolo e chiunque risieda in uno di questi cinque comuni comprenderà subito quanto sia assurdo ritrovarsi in una fascia chilometrica diversa da quella di paesi praticamente limitrofi che si è obbligati a raggiungere se ci si vuole servire del trasporto pubblico. Una cosa è certa: uno studente che risiede in quei comuni e che già usufruisce dell’abbonamento gratuito rischia di essere multato. È successo a una studentessa residente a Macerata Campania e multata perché colpevole di essere su un treno che da Napoli l’avrebbe portata a Recale, comune limitrofo servito da stazione ferroviaria. La stessa cosa si stava verificando con un’altra studentessa – residente a San Tammaro – che è stata però “graziata” dal controllore su un bus diretto a Santa Maria Capua Vetere (che praticamente confina con il suo comune di residenza). Ed è molto probabile che questa cosa possa accadere a tanti altri studenti, magari residenti in un comune che fino a qualche anno fa veniva accorpato ad altri e adesso non più.

Attenzione: in questi casi ci si appella alla ragionevolezza. È giusto che il consorzio si tuteli da un utilizzo scorretto dell’abbonamento – e misure in questo senso sono già previste: nei festivi l’abbonamento non vale, perché nasce solo per raggiungere il luogo di studio. Si può anche discutere sull’opportunità di confinare l’assegnazione della fascia dell’abbonamento in base alla residenza: dato che, a prescindere da dove si vive, ogni studente paga la stessa cifra (50 € la prima volta, 10 € per il rinnovo) sarebbe quantomeno ragionevole permettere allo studente di selezionare il comune di partenza, nella fase di registrazione al sistema.

Resta però evidente che l’assurdo sta in altri punti:

  • la discrepanza fra il calcolo delle fasce chilometriche fatto dal consorzio (o chi per esso) e la reale distanza chilometrica che interessa alcuni paesi;
  • la discrepanza di trattamento riservata a persone che risiedono in comuni non serviti da trasporto pubblico.

Al momento quel che si può fare è far presente il problema al consorzio: verificate se correte questo rischio e, in tal caso, mettetevi in contatto con il consorzio UnicoCampania. Potete farlo via mail (info@unicocampania.it ) oppure andando di persona andando alla sede a Piazza Matteotti 7 (Napoli).

 

[Pasquale Russo]

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